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Le vostre storie di mobbing, questa settimana.

Come anticipato, dopo le settimane natalizie ricominciamo a pubblicare le storie di mobbing, inviateci da chi vuole raccontare la propria storia, attuale o trascorsa. Ad oggi ci sono arrivati già circa venti racconti, venti storie di mobbing e di sofferenze e di speranze. E in alcuni casi di vittorie umane e legali già raggiunte.

Storie che sto leggendo personalmente, chiedendo quando possibile gli eventuali documenti legali connessi. E valutando con i miei legali ogni caso, per capire come sia più opportuno, per voi e per noi, pubblicarle. Valutazioni necessarie, per evitare problemi di natura legale – e in alcuni casi altri tipi di ritorsioni aziendali – a chi vuole raccontarsi. Per difendersi e per far sapere cosa è purtroppo realmente il mobbing.

Valutazioni che ovviamente richiedono tempo e attenzione. Posso solo accennarvi che in questi anni vi sono stati pure casi di persone che si sono raccontati direttamente, o si sono lasciati intervistare dai media, senza particolari cautele. C’è chi non ha avuto particolari conseguenze. C’è però pure chi è stato per tali ragioni licenziato, o persino rilicenziato, dall’azienda o dall’ente pubblico per cui lavorava.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il mobbing si può e si deve combattere: sia individualmente, sia come collettività. Deve però essere affrontato con calma, giuste speranze, competenze – legali, psicologi, medici, etc. – precisione e determinazione. Senza che il proprio desiderio di giustizie possa sembrare una forma di protagonismo. E senza fare errori legali o comunicativi, che potrebbero essere subito dopo sfruttati dai mobber … .

Paolo Centofanti, direttore SRM – Science and Religion in Media, direttore Fede e Ragione.

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Subire mobbing, combatterlo, vincerlo

Il titolo più corretto sarebbe stato in realtà “non subire” mobbing.

Perché questa è una vicenda – scritta in modo a dir poco sintetico – che potrebbe appartenere a chiunque. E che anzi speriamo – pure come augurio in vista del nuovo anno 2020 – che sia simile per molti lavoratori, in questi prossimi mesi e anni. Perché parliamo di una persona che ha subito per un periodo gli attacchi duri e continui dei mobber. Però si è ribellato / ribellata, affrontando difficoltà anche legali, e ha vinto.

“Ho subito mobbing – scrive la persona che ci ha contattato – dal 1993 al 1998, in una fabbrica del nord Italia. L’esperienza umana e professionale è stata dura”, continua il lavoratore. Il quale però ha deciso di reagire e difendersi, depositando un ricorso. Dopo tante sofferenza e difficoltà, ci racconta “fortunatamente per me ho vinto, e ho avuto la più grande soddisfazione”.

L’augurio è appunto che, come lui/lei, molti altri abbiano il coraggio, la forza e gli strumenti per affrontare in giudizio in modo adeguato il proprio mobbing e i propri mobber. Buon 2020 a tutti.

Storie di mobbing

Per dare visibilità e peso alla lotta per una Legge anti mobbing, oltre alla Petizione su Change.org abbiamo deciso di creare questo sito web: Storie di mobbing.

Il sito, attivo da oggi sabato 19 ottobre 2019, raccoglierà tutte le storie di chi vorrà e potrà raccontare il mobbing – e in molti casi anche lo stalking – di cui è vittima. Storie differenti per situazioni, aziende, persone coinvolte, che stanno arrivando da qualche giorno. Vicende che saranno ovviamente depurate, prima di pubblicarle, di tutti gli elementi che possono costituire un problema o un rischio, dal punto di vista legale, per chi ce le racconterà.

Oppure più semplicemente perché la persona che ci racconta la propria storia di mobbing, preferisce non apparire, e non essere identificabile. Oltre a questo sito, Storie di mobbing, abbiamo creato anche su Facebook una pagina omonima, a cui è reciprocamente collegato, e con cui interagirà.